17/05/2026
Salute e AI: oltre 230 milioni di persone chiedono a ChatGPT consigli su salute e benessere
Le persone cercano, leggono, interpretano. E quanto arrivano al confronto con il medico spesso hanno un’idea già formata, costruita tra contenuti online, esperienze condivise e strumenti di intelligenza artificiale.
Il fenomeno, soprattutto quando si tratta di benessere mentale, è particolarmente evidente tra i più giovani. In Europa, un ragazzo su due (tra gli 11 e i 25 anni) utilizza strumenti di intelligenza artificiale per affrontare temi legati alla salute mentale o a problemi personali. Stress e ansia, solitudine, gestione delle relazioni, interpretazione dei propri pensieri e supporto nei momenti di crisi: è attorno a questi cinque grandi temi che oggi si concentra la maggior parte delle richieste di supporto emotivo tramite chatbot. Interazione immediata, disponibilità continua e assenza di giudizio: tutte caratteristiche che contribuiscono a renderle particolarmente attraenti e “a portata di mano”.
Intanto cresce il bisogno di supporto. In pochi anni, in Italia, la quota di persone che ha richiesto aiuto psicologico è passata dal 29% al 39%. L’anno scorso, su oltre 360mila domande per il Bonus psicologo sono riusciti ad ottenere il bonus circa 6.300 richiedenti. Le domande di ascolto e l’uso di strumenti digitali, di fatto, avanzano insieme, inserendosi in molti casi nelle lacune delle reti di aiuto tradizionali e, più in generale, contribuendo a ridisegnare il rapporto tra cittadini, salute e sistema sanitario.
La salute, uscita da tempo dall’ambito strettamente clinico, sempre più spesso si muove in uno spazio ibrido, dove convivono evidenze scientifiche, percezioni individuali e dinamiche sociali. Informazioni ed esperienze si sovrappongono, alimentando decisioni più autonome ma anche più esposte all’errore: nel mondo, 7 persone su 10 credono ad almeno un’informazione priva di basi scientifiche su temi di salute, come l’idea che i vaccini possano essere utilizzati come strumento di controllo della popolazione.
L’abbondanza di informazioni, infatti, facilita l’accesso rischiando allo stesso tempo di complicare la selezione. Orientarsi tra ciò che è fondato, ciò che è plausibile e ciò che è semplicemente convincente richiede strumenti e competenze che non sempre sono disponibili.
Il sistema sanitario si confronta con cittadini più autonomi e più informati, ma anche più esposti a complessità e ambiguità. Accompagnare le scelte, rendere comprensibili le informazioni, integrare strumenti digitali e competenze cliniche diventa una scelta non più rimandabile.
Maggiori informazioni saranno disponibili nella prossima edizione del Rapporto Meridiano Sanità.

